Ci piacciono i giardini. E i semi che a quei giardini, se ci credi e ne hai cura, ti conducono.
Sono giardini di storie. Quelle che troviamo ogni venerdì pomeriggio, quando ci incontriamo per leggere, nei libri. Ma giardini di storie sono anche le nostre vite, i nostri singoli destini che ogni venerdì, alla stessa ora, noi affacciamo su un cerchio dove sta al centro, un tavolo dipinto alcuni anni fa da noi stessi. Su quel tavolo poggiamo i libri, le cioccolate in inverno, la coca cola d’estate anche a se a me non piace. Da quel cerchio, da quel confine tu puoi vedere il nostro giardino. E alzandoti dalla sedia, entrarci dentro. A turno innaffiamo le piante che ci crescono, sono alberi sempre più alti e ombrosi, e a turno facciamo gli umili lavori che servono al giardino e a noi stessi. Leggere ad alta voce è la linfa che scorre in questo giardino. Liberiamo dalle voliere, senza che quelli facciano più ritorno, storie autori personaggi luoghi che girano ormai insieme a noi in questa città in cui facciamo crescere, pianopiano, come è d’obbligo per l’albero, una fraternità cucita con libri d’avventura.


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venerdì 11 giugno 2010

festa dell'acqua a lecce

2 commenti:

teseo ha detto...

Nel pugno del possesso

Erri-deluca

«La terra ha inventato la formula dell'acqua, com­binando due parti di idrogeno con una di ossige­no. Due gas che, se accostati, esplodono, si sono ritrovati nella goccia, la materia prima della vita. L'acqua è il loro trattato di pace. Buffa e triste la presunzione di chi ne pretende il possesso, met­tendo alle sorgenti il cartello di proprietà privata.

Vorrebbe dimostrare diritto di possesso sulle nu­vole, sulla neve, sulla pioggia. Non vuole ammet­tere di essere uno sputo di passaggio, la creatura umana, ogni volta trasecola di fronte all'evidenza di essere una pulce ammaestrata. È mia, è mia, strepita come un bimbo con la palla. Invece nien­te è suo, niente dura nel pugno del possesso. Amo ogni forza che me lo ricorda, amo i vulcani e tut­ta la magnifica energia che costringe al ritorno al­l'umiltà»

(Erri De Luca, «La Repubblica» 22 apri­le 2010).

Caterpillar 1 ha detto...

T'ho premiato col "Dardos".
Mi risponderai: e che cosa è?
A quanto pare si tratta di un riconoscimento assegnato ai blog meritevoli per i loro contenuti culturali, etici o letterari.
Non avendolo mai sentito nominare ho cercato qualche informazione e scoperto che nessuno ne conosce l'origine. In pratica si tratta di una sorta di Catena di Sant'Antonio un premio che i blogger si assegnano e che è utile a conoscersi e a fare rete. Bello. Why not?
Qui troverai tutte le informazioni: http://sviaggi.blogspot.com/2010/09/o-h-m-y-g-o-d.html